Ciao Duke .. mi manchi


a trent'anni dalla morte
tratto da
Televideo

Come nasce una leggenda? Quella di John Wayne, l'attore più carismatico nella storia di Hollywood, l'uomo americano per eccellenza (almeno prima degli anni '70), fu forgiata dal suo protagonista passo dopo passo e rimane intatta a 30 anni dalla morte, per un tumore allo stomaco, l’11 giugno del 1979.

Figlio di un farmacista immigrato britannico di prima generazione ed eroe della guerra civile, con bollente sangue irlandese nelle vene per parte di madre, approdò (ecco la leggenda) al cinema per puro caso. Wayne si fece vedere a cavallo, divenne amico di un giovanissimo aiuto-regista, John Ford, strappò il primo contratto: 75 dollari a ruolo per la Fox Film Corporation.

«Io non recito, reagisco» amava dire di sé dimostrando quella sottile autoironia che mise in mostra negli anni '70 quando gli studenti di Harvard, tacciandolo di fascismo e ironizzando sul suo machismo, gli assegnarono il premio Palle d'Acciaio. Wayne si presentò a sorpresa a ritirare il riconoscimento a bordo di un carro armato e in uniforme da marine. Spetta all'amico John Ford rilanciarlo, nella parte del pistolero di Ombre Rosse (1939). Da allora i due lavorarono insieme venti volte in 35 anni, fino a quando toccò a Wayne dare l'estremo saluto al più grande regista americano.

Alcune delle interpretazioni di John Wayne per Ford sono entrate nella storia del cinema, a cominciare dal formidabile Ethan di Sentieri Selvaggi. I suoi film sono oltre 150, innumerevoli le annate (più di venticinque) in cui entrò nella lista dei 10 attori più popolari dell'anno; uno solo l'Oscar vinto (per Il Grinta, quasi un premio alla carriera) ed appena due le nominations. Curiosamente una delle due premiava il produttore e regista John Wayne che con Alamo! aveva voluto dare il suo contributo alla riscrittura in chiave epica della storia americana. L'unica altra regia da lui firmata è quella di Berretti Verdi (1969), tra i film più contestati e discussi dell'ultimo quarto di secolo. Che John Wayne avesse idee politiche conservatrici non era un mistero: sostenne tutte le campagne di Barry Goldwater, combatté i comunisti a Hollywood a fianco del senatore McCarthy, si impegnò per le elezioni di Ronald Reagan.

Cosa fa ancor oggi di John Wayne una leggenda intramontabile? Non certo le doti tradizionali d'attore (una volta un critico disse che «recitava insieme al suo cavallo e dei due l'attore vero aveva quattro zampe»), non certo l'eccezionalità' dei ruoli (anche se lavorò con tutti i maggiori registi della sua generazione). Piuttosto un carisma naturale aiutato dal fisico e dalla statura; piuttosto un'adesione spontanea a un modello esistenziale che incarna l'ideale dell'Uomo della Frontiera; sicuramente una naturalezza espressiva che lo rendeva un uomo qualunque anche quando vestiva i panni dell'eroe e del paladino senza macchia. Per un momento si e' creduto che la sua leggenda finisse con il tramonto del western, genere di cui è icona irripetibile. Ma oggi ci si rende conto che John Wayne è stato ben di più e che il suo ricordo non sbiadisce con gli anni.

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