La scintilla dell' innamoramento

chiudete gli occhi e se potete andare coi ricordi al cinema in bianco e nero, al neorealismo per intenderci, troverete delle interessanti analogie con la vita che si conduceva a Numana e come ce la racconta Liberato

foto tratta dal profilo fan su Facebook A metà degli anni '20 il grande tenore Beniamino Gigli, pari per fama a Caruso, Schipa e Tamagno, era solito frequentare Numana fermandosi spesso a cena, con gli amici, al ristorante "Fior di Mare" di Peppe de la Sarafina. Amava tanto il nostro paese da avere in animo di acquistare "Vetta Marina" e da non sottrarsi alla sollecitazione di esibirsi, nel 1927, in un Concerto benefico pro Asilo Infantile. La banda "B. Gigli" di Recanati allietava gli intervalli e noi scolari della quinta elementare, sotto la guida del Maestro del coro parrocchiale, Giovanni Paolucci, avemmo un momento di gloria cantando per il tenore un encomio composto dal nostro direttore. Il Concerto, che ebbe grandissimo successo, venne applaudito dalle autorità provinciali  e da centinaia di appassionati giunti da tutta la regione. Nonostante l'enorme affluenza di pubblico, a detta dei nostri vecchi, gli introiti non furono tuttavia sufficienti a coprire le spese. L'episodio narrato ribadisce tuttavia quanto la musica, a Numana, fosse tenuta un tempo in grande considerazione. Accanto ai gruppi sinfonici si erano formati infatti anche quelli leggeri. Iniziò, nel 1930, Faustì de Millanta che organizzò un'ottima orchestrina composta da: Salì alla fisarmonica, Lisà de Ridina alla tromba, Lisà de Itela e Vincè de la Muretta al sax tenore e contralto, Odu del Furnaru al trombone, Libratì de Checca al piano, flauto e contrabbasso, Nene alla batteria, Faustì de Millanta al clarinetto in Do e sax contralto.
Questo complesso si impose nella zona esibendosi in concerti, durante la stagione estiva, presso il Bar Morelli, il Kursaal e l'Arena "Beniamino Gigli" di Porto Recanati, nei veglioni di carnevale, a Numana, Sirolo e Loreto. Nel 1936/1940 però i
tragici avvenimenti bellici ne determinarono la fine. Soltanto nel periodo 1944/1948 io stesso formai un'orchestra da ballo, di sei elementi, per vari spettacoli in occasione di manifestazioni locali e per gli Alleati. Accanto alla tradizione musicale il nostro piccolo paese vantava anche una spiccata vocazione alla filodrammatica. La signora Zelinda Callari, moglie del medico condotto, nel 1930 fondò e diresse la "Prima compagnia di teatro" composta da: Seganti, Peppe Massi,
Julanda de Giulia, Driana de Lesiu, Delaide del Salaru, Delia Frontalini, Ceppì e Miliu de `Ngelina. Il teatro della Fenice ospitò per un quinquennio le numerose rappresentazioni di questa dinamica e appassionata congrega di attori che aveva come cavallo di battaglia le commedie di D. Niccodemi, in particolar modo "La maestrina". La Fenice, da sempre fulcro di
tutte le attività numanesi, continuò ad accogliere anche le rappresentazioni di un nuovo pruppo di giovani ('Lfredu del Canepì, Checcu de Scattulì, Lauretta Polidori, Culomba del Mammulu e Julanda de l'Urtulà) che si era costituito successivamente sotto la guida del parroco Don Pietro Daelli. Fu mandata in scena, tra le altre, "La zia di Carlo" che fece scoccare la scintilla dell'innamoramento tra i due interpreti: 'Lfredu e Lauretta ...   dal loro amore nacqui io smile_nerd e ve l'ho raccontato in   questo post natalizio a domani per la seconda entusiasmante puntata … stay tuned 

tratto da "mia cara Numana de 'na volta" di Liberato Drenaggi

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