Associazioni operaie … la prima Cassa Mutua


tra le altre cose da questo sito leggiamo una storia della  assistenza malattie  in Italia per avere un raffronto con quanto accadeva a Numana circa le prime forme di mutuo soccorso e come ce lo racconta il Romiti

Nel dopoguerra 1915-1918, l’assistenza sanitaria che si concentra quasi esclusivamente negli ospedali conosce per la prima volta una grande crisi finanziaria. Per ovviare a ciò, diverse amministrazioni, che si reggono sui sempre più insufficienti contributi di spedalità dei comuni e delle opere pie, si muovono con decisione sulla strada dell’offerta di servizi a pagamento agli “abbienti”, staccando sempre più l’ospedale da una concezione caritatevole, migliorandone la struttura edilizia, dotandolo di attrezzature diagnostiche e strumentali e mettendolo sostanzialmente in mano, attraverso una politica di esasperata incentivazione della cosiddetta libera professione privata che inevitabilmente attira gli abbienti, alla categoria medica.
Ciò nonostante, a cavallo degli anni ’30, la crisi finanziaria dell’assistenza sanitaria s’allarga, coinvolgendo le amministrazioni locali e dissestando molti ospedali. A questo punto il regime fascista, cambia atteggiamento e decide di dare il via, nel quadro della politica cosiddetta corporativa, ad un sistema assicurativo-previdenziale in grado di assicurare, tra l’altro, l’assistenza sanitaria ai lavoratori. Con regio decreto 6 luglio 1933 n. 1033, viene così istituito l’Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (Inail), con regio decreto 4 ottobre 1935 n. 1825 l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), con legge 19 gennaio 1942 n. 22 l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i dipendenti statali (Enpas) e con legge 11 gennaio 1943 n. 138 l’Istituto nazionale di assicurazione contro le malattie (Inam). Alla legislazione già citata, si sono poi aggiunti nel tempo vari provvedimenti di carattere regolamentare che hanno disciplinato l’attività dell’organizzazione sanitaria e delle professioni che in essa concorrono.
Società, marittima di mutuo soccorso 
Non ha colore politico o religioso, ed è la prima per anzianità tra le altre Società cittadine, essendo stata fondata il 1° gennaio 1887. Nonostante il titolo che porta, in forza del nuovo regolamento non accoglie solo il ceto marinaio, ma anche altre categorie di persone. Alla fine del 1926 aveva un capitale in contanti di L. 17.500, comprese L. 10.200 in titoli di rendita, e un fabbricato sociale, luogo di sua residenza, costruito nel 1906 e valutato ora circa 60.000 lire, mobilio compreso.
Ha due sedi, la principale a Numana, la seconda a Buenos Ayres, dove così numerosa è la colonia emigrante di questo paese. La succursale di Buenos Ayres è rappresentata da un Consigliere.
Si paga la quota d’ammissione in L. 10 dai 16 ai 30 anni, in L. 20 dai 30 ai 40, in L. 40 dai 40 ai 50.
La quota mensile e di L. 1,50, di cui Cent. 25 vanno a beneficio di un fondo chiamato di gratitudine, che alla fine di ogni anno si distribuisce in parti eguali ai soci che hanno oltrepassato il 65° anno di età.
La quota dai 60 ai 65 anni è ridotta del 50% ossia a L. 6 annuali. Dopo i 65 anni il socio è esonerato da ogni pagamento.
Il sussidio e di L. 2,50 il giorno per le malattie che obbligano al letto; di L. 1,50 per convalescenza o inabilità al lavoro. Nelle malattie croniche il sussidio è di L. 0,75. In caso di morte la famiglia, ha diritto a un sussidio di L. 10. La società conta 64 soci, e nella bandiera innalza un’ ancora su fondo celeste cupo.
 Società Operaja di Mutuo Soccorso "La Fenice" 
Sorse nel 25 giugno 1899, su proposta del socio Augusto Cicconi, dalla trasformazione del Circolo Democratico, e nel 4 luglio del 1922 fu costituita legalmente con rogito del notaio Carlo Silva di Castelfidardo. Dà sussidi nelle malattie e negli infortuni del lavoro. La durata del sussidio è per sei mesi consecutivi con questa scala discendente:
primo mese L. 3 giornaliere
secondo e terzo L. 2
quarto, quinto e sesto L. 1.
E ciò tanto per la degenza a letto, quanto per la convalescenza. Nel 1921 su proposta del socio Vittorio Giulietti veniva fondata la Cassa Vecchiaja. La società tende anche ad elevare la cultura intellettuale dei soci, e a tale scopo fu stabilito formare una piccola biblioteca, Ha anche una rappresentanza a Buenos Ayres per le sue relazioni con i soci emigrati. Anima della Società furono per molti anni il sig. Carlo Faccini, di Ronciglione, villeggiante a Numana e morto in Ancona nel 1914, il Dott. Giovanni Laghi, medico condotto di Numana, e ora, dopo la pensione, ritiratosi a Ravenna, sua
città natale, e il concittadino Cav. Cesare Torri. Essi, coadjuvati da altri cittadini, spesero per la Società le loro migliori energie. La Società nell’ anno 1914 acquistò dal Comune un’area posta in amenissima posizione per costruirvi la Casa sociale. L’ assemblea generale del 7 marzo 1915 deliberò la costruzione. Fu dato l’incarico del disegno all’ ing. Sebastiano Alfieri. L’ appalto fu preso dal socio Onofrio Castellani per circa 9.000 lire. L’ edificio fu ultimato nell’ ottobre di quell’ anno, ma le vicende della guerra ne impedirono l’ inaugurazione con la dovuta solennità. Nel 1919 fu acquistato un Cinematografo con il necessario arredamento, cinematografo che ancora funziona a svago e istruzione di tutta la cittadinanza. Nella stessa sala da poco tempo è stato fatto un piccolo teatro, in cui si danno frequenti rappresentazioni, conferenze, feste di ballo. Conta 113 soci, divisi in effettivi, contribuenti e onorari. I più sono operaj, pochi industriali e possidenti. La quota di pagamento e di L. 1,50 mensili.Indice sicuro delle floridezza della Società è il suo patrimonio. Essa ha un capitale apprezzato fino ad oggi a circa L. 60.000.
 Società operaja femminile "Regina Elena" 
Fu fondata per interessamento del Dott. Giovanni Laghi, allora medico condotto di Numana, il 13 dicembre 1909 con lo scopo dello scambievole soccorso fra le socie e del benessere materiale e morale della classe operaja. Conta 118 socie, la massima parte della gioventù femminile numanese, e 5 socie onorarie.
Innalza per vessillo un drappo bianco con in mezzo due mani intrecciate, simboleggiantì la fratellanza operaja. Possiede la somma di circa 9.000 lire in buoni del Tesoro. Distribuisce un sussidio di L. 2 il giorno per degenza a letto e L. 1 per convalescenza. Il sussidio ha la durata di 3 mesi nel corso dell’ anno ed è così ripartito: 50 giorni di primo grado e 40 giorni di convalescenza.

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