Tartana, sciabega e nechessa


Che ci tratteniamo un poco sull’industria della pesca non dispiacerà né ai bagnanti che, venendo da luoghi non marittimi, notano, osservano, chiedono notizie sull’ argomento, né ai cittadini di Numana ai quali questa industria è fonte di guadagno, non solo per i proprietari di barche e per i pescatori., ma anche per i rivenditori, uomini e donne, che oltre esitarlo nel luogo, su carretti o ceste portato in testa lo trasportano nei paesi vicini di Sirolo, Camerano, Loreto, Castelfidardo, Osimo e, specialmente, di Porto Recanati, da cui in buona parte emigra per più lontane destinazioni. Notiamo i vari sistemi di pesca, comuni, naturalmente, a molti altri paesi della riviera adriatica … dalla guida del Romiti
con reti a strascico, trainate da barchetti (lungh. circa mt. 10: tonnellaggio 7-10) con due alberi a trabaccolo, montati ciascuno da 4 marinai. La rete, detta tartana, è formata da due lunghe braccia, terminanti in un sacco o cova, dove si raccoglie il pesce. È calata al largo e vien trainata per 5-6 ore, dopo di che si tira a bordo. Serve a pescare roscioli (triglie), busbane, testoline, pesce S. Pietro, rospi, calamari, zanchette, merluzzi etc. Per minori profondità si può usare il carpafoglio, rete più piccola, quasi senza braccia, tenuta aperta da un’ asta di ferro, terminante alle due estremità con due punte di legno (mazzette). Si getta nella zona da Portonovo a S. Cataldo e vi si catturano sfoglie (sogliole) e altri pesci non grossi. Tale pesca si pratica nei mesi di febbraio-maggio, settembre-ottobre; quella a tartana tutto l’ anno. In Numana vi sono 12 barchetti di tal genere, dei quali 4 a motore, che potrebbero dare da 300 a 900 quintali di pesca l’ anno.

con sciabica. Si pratica con barche a remi, di circa mt. 7. È necessario un equipaggio di circa 15 persone per tirare le rete da terra. La sciabica ha braccia lunghissime, cova larga, ma poco lunga. Mesi buoni da marzo a novembre, tranne luglio-agosto per le temperatura e la limpidezza delle acque. Con tale sistema e con le sette barchette che ha Numana potrebbero prendersi circa 600 quintali di pesce vario, pesce verde, sgombri, mugelle etc., non esclusi i piccoli bobini e la minuscola lattarina.

con rete di imbrocco o tramaglio. Da settembre ad aprile. Spesso le reti, poste al largo, come un diaframma contro corrente, sono deteriorate o distrutte dalle mareggiate. Le quattro o cinque barche che esercitano tal pesca, hanno scarso reddito, che non può certo superare i 10 quintali.

con palamiti o parangali. Son messe in mare a ogni stagione a ridosso del Conero, e vi si pescano dentici, corbelli, varòli, rombi, archilati. Reddito circa 10 quintali sulle 4-5 barche che Numana possiede.

con nasse e ciarnì (nichessini) che consistono in due bastoni di tamerice, un po' curvi, lunghi circa mt. 1,30 uniti in croce, alle cui estremità vengono legati gli angoli di una rete quadrata. Barche circa 25, con 4-5000 ordigni necessari. Vi si pescano seppie e goatti nei mesi di marzo, aprile, maggio. Due marinai per barca. Reddito circa q.li 300.

con lenza a tre ami, Per goatti. Vi si dedica quasi tutta la popolazione marinaresca, e si pratica da febbraio ad aprile. È in progressiva decadenza, ma tuttavia può calcolarsi che dia un reddito di 15-20 quintali.

con lumi ad acetilene. Per le agore, in marzo-aprile, agosto-settembre. Il reddito è poco, e non vale tenerne conto. Si pescano, egualmente col richiamo dell’acetilene, il polpo e il pesce aquila.
Il pesce di Numana è di ottima qualità e di sapore squisito, probabilmente anche per gli scogli che rendono l’acqua purissima e per il pascolo che trova nel basso fondo tutto coperto di alghe. L’ industria della pesca va sempre progredendo in paese, anche per il fatto che vi si dedicano quasi tutti i reduci dall' America. Giornalmente nella divisione dei guadagni di ogni pescata si fanno due parti: una ne va al proprietario del barchetto, l’ altra è divisa tra il personale, tranne per la sciabica, il cui proprietario prende il 25% del ricavo, più una parte come marinaio.
il varo della barca di Romiti
a lato finalmente vediamo una foto che ritrae il Romiti e il varo della sua barca da sinistra: Gadì, Gervà de la Mammana (costruttore), Cesare Romiti, Peppe el sagrestà, la sig.ra Romiti, l' Ing. Romiti,  e Don Getulio Bianchi il parroco. 
Foto tratta da "mia cara Numana …" di Liberato Drenaggi – collezione Giulia B. Pucci

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