The Dogma da Ancona per Ancona

foto del gruppo tratta dal web
Ancona, 12 novembre 2010 - Lo scopo è far conoscere Ancona e le sue bellezze in tutta Europa. Così due anconetani Cosimo Binetti e Stefano Smeriglio in rappresentanza del gruppo The Dogma hanno deciso di promuovere il capoluogo marchigiano con le immagini della città che indossano sulle magliette durante i concerti. I The Dogma, apprezzati da un pubblico di tutte le età, si sono ispirati anche al "Dialogo della natura e di un islandese" di Leopardi, e pubblicheranno un nuovo album: Black widow, il 3 dicembre prossimo. Nelle loro 25 tappe europee dal 16 novembre al 19 dicembre, insieme ai finlandesi Lordi, regaleranno ai fan una cartolina che abbina alle loro foto quelle dei luoghi più interessanti di Ancona con lo slogan "Visit our city, our inspiration". "Si tratta di un grande strumento di promozione per la città, che servirà anche a far capire che ad Ancona esiste un approccio musicale all’avanguardia’’, afferma l’assessore alle politiche giovanili Michele Brisighelli. tratto da Quotidiano.net 
Dopo aver parlato dei Visioni Gotiche è la volta di un' altro gruppo che francamente non conoscevo e appartenente al genere metal e cercando nel loro sito ho potuto ascoltare lo stile direi più che buono anche se in un panorama mondiale ampio e variegato e aggiungerei ridondante di suoni che si rincorrono. A me ricordano tanto i Therion, almeno per il primo pezzo che si può ascoltare sul loro sito ufficiale.
Naturalmente nascendo con i Deep Purple e i Led Zeppelin ho mantenuto nel tempo la passione per questo tipo di musica e poi questa band è "nostrana" e quindi la cosa mi ha incuriosito oltre che fatto piacere. Quello che invece va rimarcato è l'iniziativa volta a pubblicizzare il nostro capoluogo e con esso la nostra Riviera per non parlare dell'ispirazione avuta dall'operetta morale del Leopardi, il massimo poeta filosofo mai esistito e naturalmente il più illustre dei marchigiani e l'operetta citata è una di quelle che esprime al meglio il pessimismo del nostro grandissimo, immenso Poeta.
Incipit dell' operetta morale:
Dialogo della natura e di un islandese
di Giacomo Leopardi
Un Islandese, che era corso per la maggior parte del mondo, e soggiornato in diversissime terre; andando una volta per l'interiore dell'Africa, e passando sotto la linea equinoziale in un luogo non mai prima penetrato da uomo alcuno, ebbe un caso simile a quello che intervenne a Vasco di Gama nel passare il Capo di Buona speranza; quando il medesimo Capo, guardiano dei mari australi, gli si fece incontro, sotto forma di gigante, per distorlo dal tentare quelle nuove acque. Vide da lontano un busto grandissimo; che da principio immaginò dovere essere di pietra, e a somiglianza degli ermi colossali veduti da lui, molti anni prima, nell'isola di Pasqua. Ma fattosi più da vicino, trovò che era una forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna; e non finta ma viva; di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; la quale guardavalo fissamente; e stata così un buono spazio senza parlare, all'ultimo gli disse.
Natura Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
Islandese Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.
Natura Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi.
Islandese La Natura?
Natura Non altri.
Islandese Me ne dispiace fino all'anima; e tengo per fermo che maggior disavventura di questa non mi potesse sopraggiungere.

se vuoi continuare a leggere puoi farlo sul sito della Fondazione Leopardi

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