Quaranta anni fa ... il terremoto di Ancona.

foto tratta da Il Resto del Carlino online

Quando Anna scrive è un piacere leggerla prima e pubblicarla subito dopo. Nella giornata che ha visto una spaventosa scossa di terremoto interessare gran parte del Norditalia, ecco un ricordo del "nostro" angoscioso periodo .. tellurico e della lunghissima convivenza con .. Terry

Carissimi Amici,
torno a scrivervi, spero di non importunarvi troppo con questi miei "amarcord", sto diventando vecchia e come tutti i vecchi, rivolgo i pensieri al passato... nelle stanze della mia memoria, cerco di mettere ordine per riuscire a trovare anche solo una piccola emozione vissuta da condividere con voi.
Quaranta anni fa...il terremoto di Ancona.

Un brivido lungo la schiena al solo pensiero, un anno di scosse, l'iniziale paura si tramutò poi in abitudine, eravamo quasi diventati un sismografo vivente, provavamo ad indovinare persino  il grado delle scosse, che allora facevano riferimento alla scala Mercalli. 
Sul vetro dell'ingresso del palazzo della Provincia di Ancona  c'era ogni giorno affisso il bollettino dell'attività sismica del giorno precedente, con davanti tante persone che venivano a leggerlo con ansia, per poi parlottare animatamente facendo le più varie previsioni.
 Alla fine queste scosse ci facevano quasi compagnia e ci preoccupavamo se non ce ne era almeno una piccola ogni giorno, perché si pensava che poi forse ce ne sarebbe stata una molto più forte.
Ci abbiamo persino familiarizzato e lo chiamavamo "Terry", ci ha fatto compagnia, specialmente mentre ci preparavamo per l'esame di maturità.
La mia scuola, in Via Podesti, fu molto danneggiata e terminai l'anno scolastico in vari locali dislocati in periferia, per l'esame, dopo la scossa del 14 giugno, mi fecero andare addirittura a Castelfidardo.
A Numana, durante l'estate, c'erano parecchie famiglie "sfollate" ospiti di alberghi e case , abbiamo conosciuto nuove persone ed allargato la cerchia degli  amici, "Terry" era il nostro "comune denominatore", parlando spesso di lui non ci siamo quasi accorti del tempo che passava...ci siamo ritrovati all'improvviso più  "grandi". In quell'anno se n'è andata anche la nostra adolescenza ed i tempi spensierati... non eravamo ancora maggiorenni, perché allora lo si diventava a 21 anni, ma dovevamo già pensare seriamente al nostro futuro...
Un caro saluto

Anna

un link sull'argomento su Il Resto del Carlino Online

Commenti

  1. anagrammando Mercalli si ottiene Marcelli dove gran parte degli anconetani sfollarono e che grazie al terremoto crebbe a dismisura
    per un verso quindi fu un male aggiunto ad un altro, un crescendo di cemento che ancora oggi sembra non avere la parola FINE
    ricordando il terremoto colgo l'occasione per
    gridare UN BASTA CEMENTO una volta per tutte
    si è toccato il fondo già da molti troppi anni

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    1. A me Marcelli, oltre al cemento, mi ricorda anche la poesia che tuo padre scrisse, rileggendola, dopo oltre 40 anni, è sempre così attuale...

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    2. Aggiungo una curiosità a proposito del Terremoto di Ancona, che non fece vittime sotto le macerie, ma solo alcune di infarto, questo "privilegio" secondo i nostri nonni, era dovuto alla promessa che Sant'Emidio, protettore dai terremoti, patrono di Ascoli Piceno,fece a San Ciriaco,
      patrono di Ancona, "Nella tua città, passerò, grullerò, ma del male non farò".
      Speriamo bene anche per il futuro...

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    3. Mi associo al tuo "Basta cemento"! Ogni volta che torno a Marcelli trovo interi isolati in più. Ma a cosa e, soprattutto, a chi servono? Solo per affittarli in estate? E non hai visto che razza di turismo di bassa categoria stanno attirando? Prima del terremoto e con la costruzione del Santa Cristiana si pensava ad un turismo di tutt'altro genere.
      Nicoletta
      P.S. Ci sarebbe molto da dire su come è stata gestita l'intera faccenda, ma mi fermo qui.

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  2. Nella tua città, passerò, grullerò, ma del male non farò

    .. non lo sapevo
    molto interessante grazie di questa "aggiunta"
    ;-))

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