Sirolo Venerdì Santo

In questa toccante testimonianza della nostra amica Anna, conosciamo meglio una delle tradizioni religiose più sentite della nostra zona. Dopo Osimo è la volta della gemella Sirolo e non mi resta che unirmi a lei nel farvi i migliori auguri e di ringraziarla per il prezioso contributo.

Carissimi, prima della Pasqua, un ricordo particolare merita il Venerdì Santo a Sirolo. Ho vissuto fin dalla prima infanzia questo tradizionale avvenimento di pietà popolare, che a Sirolo, richiama ancora oggi molte persone e che, grazie al rinnovamento generazionale, è arrivato a noi intatto nella sostanza. Mio nonno "Ceriago", pescatore numanese "doc", faceva parte della "Congregazione Gesù, Giuseppe e Maria" di Sirolo, che organizzava annualmente il Venerdì Santo con la rievocazione delle "tre ore di agonia" e con il commento delle ultime "sette parole" di Gesù sulla Croce. Nonno lasciava tutto, la pesca, la famiglia. Il Giovedì Santo, si recava a Sirolo per i preparativi e tornava a casa la mattina del Sabato Santo, per molti anni ebbe un particolare ruolo nella processione, infatti era il cireneo, incappucciato a piedi nudi portava la pesantissima croce, nonostante i problemi alle gambe a seguito di un grave incidente in mare. Con la barca, durante una burrasca, venne sbattuto contro le rocce, in prossimità dei "lavi" (nei pressi della costa sirolese) e grazie ad una donna, che dal paese sentì i suoi lamenti, riuscì a salvarsi, ma portò per tutta la vita i segni di quella brutta avventura. Nel riassumere lo svolgimento della manifestazione va detto che la sera del giovedì santo, verso le ore 23, c'è la cosiddetta processione dei Santi, cioè si portano, per i vicoli di Sirolo, dalla Chiesa del Rosario (dove sono collocati durante l'anno) alla Chiesa Parrocchiale, la statua della Madonna Addolorata, quella di San Giovanni ed il simulacro di Gesù avvolto interamente in un lenzuolo bianco. All'interno della Chiesa si prepara il "Calvario" e quanto necessario per la sacra rappresentazione del giorno seguente, durante la quale, ad ogni commento delle singole sette parole, vengono suonate e cantate antiche musiche sacre, tramandate da secoli (quella di quest'anno è la 193^ manifestazione). Al termine segue la "Schiodazione" ed il simulacro di Gesù viene riposto sul cataletto e coperto da un velo. La sera c'è la processione del "Cristo Morto" lungo le principali strade del paese. La processione osserva un particolare ordine, secondo la tradizione:
1) Bandiera della Congregazione, 
2) Tronco della Croce portato in verticale, 
3) Ragazzi con i "Misteri" (segni della Passione) 
4) Cireneo scalzo e incappucciato con la pesantissima Croce, portata in spalla, aiutato da altri che si alternano, ma non sono scalzi 
5) Statua San Giovanni e giovani 
6) Statua dell'Addolorata e donne 
7) Confraternita SS. Sacramento 
8) Sacerdote con la Reliquia della Santa Croce di Cristo 
9) Cataletto, autorità e popolo.
Al termine, sul sagrato della Chiesa, il sacerdote impartisce la Benedizione proprio con la Reliquia della Santa Croce. Vi allego il programma di quest'anno, una foto degli anni 60 ed altre foto dello scorso anno, in una di queste, quella del Cireneo si nota il lenzuolo bianco intrecciato attorno ai bracci della croce, quel particolare intreccio, che permette la presa della mano, è molto importante, con un po' di orgoglio, ho l'onore di farlo, personalmente, come mi ha insegnato nonno, inoltre mio figlio è uno degli aiutanti del Cireneo e fa parte anche del gruppo della "Schiodazione", sicuramente nonno...ci guarda e ci è vicino. Per noi è un modo per testimoniare la nostra fede, un modo semplice, antico, che affonda le sue radici in un passato, in un vissuto dai nostri avi... che continua nel presente, per portare avanti il grande messaggio di amore e di donazione totale di Gesù di Nazareth. A tutti auguro una Buona Pasqua
 Anna

Cataletto
 il Cataletto
 il Cireneo e particolare nodo dove appigliarsi
la statua della Madonna di fronte al sagrato della chiesa
 una "schiodazione" recente
e una rara degli anni '60

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