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Visualizzazione dei post con l'etichetta ricordi

I boccolotti del batte

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Dalla nostra inviata nel tempo, la carissima amica e fonte inesauribile di ricordi del tempo che fu   Anna Massaccesi che stavolta ci racconta quel caratteristico momento conviviale che seguiva alla dura fatica della " battitura del grano ", la mietitura che coinvolgeva parenti, amici e confinanti in solidale aiuto che culminava appunto con ... “ I boccolotti del batte ”… Tra i ricordi di mamma Maria , inizia il racconto Anna, ecco “la giornata del batte” nelle campagne vicino al fiume Musone  in una Numana “anni 40” La trebbiatura iniziava circa a metà luglio e durava vari giorni, perché si spostavano i macchinari nelle varie case coloniche della zona, fino a che tutti avessero terminato. Alle prime luci dell’alba si preparava l’aia per il grande giorno, poi tutti i contadini iniziavano il lavoro, ognuno aveva il suo ruolo specifico e così si andava avanti fino alla sera, con intervalli per colazione, spuntini vari, pranzo e cena, preparati dalle donne e dalle vergare . Tra...

Preghiera del dializzato

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Oggi, 16 giugno 2016 avresti compiuto 100 anni! Voglio ricordarti con questa poesia che hai scritto nell'ultimo periodo di una vita piena di difficoltà ma vissuta con grande dedizione alla famiglia, spirito di sacrificio e cristiana rassegnazione negli ultimi anni dove era una macchina a tenerti in vita e tu da meccanico provetto che ne avevi riparate chissà quante, ora ne dipendevi. Una sinistra ironia della sorte, la tua, una vita in mezzo alle macchine e motori di ogni genere e una macchina a "ripararti" finché ha potuto. Ma anche in questa ultima esperienza brutta della tua vita hai saputo strappare un sorriso con una preghiera dove l'ironia prevale sulla sofferenza e apre alla speranza di quanti si trovano nella medesima situazione. PREGHIERA DEL DIALIZZATO Oh! Madre celeste, fa che la scienza Venga quanto prima a conoscenza Di un efficace e moderno ritrovato Per dissetare il povero dializzato! Se nel frattempo dovessimo morire, evitaci l’inferno, pe...

Puzza di scalfiniccio

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P er la serie “ mi ritorni in mente ” o “ rimembranze olfattive ”, (perché c’è anche una memoria olfattiva, è bene che si sappia) mi si è acceso un neurone che ha portato a un recondito modo di dire sepolto in uno dei tanti cassetti della mente. Premesso che era giorno di doccia a prescindere da una qualsivoglia attività fisica e con quest’ultima, che si è materializzata in una  salutare quanto sudata camminata “on the beach”, il tasso di fetore, una volta rientrato a casa, nei panni già pronti per la lavatrice da prima dell’exploit all’aperto, era così aumentato da renderlo difficilmente catalogabile in uno dei normali miasmi ad esso associati. Era per così dire una “ puzza de scalfiniccio ” termine questo che ho udito solo da piccolo, tanti anni fa e probabilmente associato a un vecchio modo di dire in uso nelle nostre campagne. Forse e dico forse, esso era collegato a quel fetore di fondo che spesso emanavano i nostri compagni di scuola provenienti dalle zone rurali del pa...

Braccobaldo Show

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O ggi 22 novembre 2014, giornata uggiosa, di ritorno dal cimitero e col cuore ancora pieno dei tanti momenti felici trascorsi con i miei, quando ancora erano su questa meravigliosa valle di lacrime, ecco affacciarsi in un compendio di gioia, quei momenti spensierati quando si desiderava la domenica più di ogni altra cosa. L'agognato riposo dalle fatiche scolastiche, il cinema parrocchiale e la corsa a perdifiato per non mancare all'unico momento di svago per noi bambini che proponeva allora la RAI , la domenica pomeriggio alle 17,30: La TV dei Ragazzi . Mezz'ora prima che venisse mandato in onda un tempo di una partita di calcio di serie A terminata da un paio d'ore; in genere era il tempo con più gol o occasioni o giocate migliori. Ma quella mezz'ora in compagnia del Braccobaldo Show era la ciliegina sulla torta del film appena visto in sala. Targato Hanna & Barbera , una vera e propria fucina di cartoni nel tempo, comprendeva allora un episodio del ...

Borsalino e un vecchio carnevale numanese

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E ra un carnevale di tanti anni fa. Credo fosse il 1971 quando ci venne in mente di allestire un carro a tema Borsalino , visto il successo che ebbe in quel periodo il film omonimo. C'era Massimo che impersonava Alain Delon , il Roch Siffredi del film e poteva ben farlo per una forte somiglianza col popolare e amato attore francese. Io ero l'altro,  François Capella (si pronuncia alla francese con l'accento sulla a finale) ovvero Jean Paul Belmondo il suo concorrente prima e socio in affari dopo. Le pupe erano Paola e Antonella , ovvero quanto di meglio offrisse la bellezza femminile numanese del tempo. L'auto di compensato era stata costruita con cura meticolosa e considerati i mezzi e il materiale, aveva avuto un più che discreto risultato. Gli abiti poi li avevamo noleggiati in un negozio di costumi specializzato di Ancona e i cappelli erano rigorosamente di marca Borsalino . Avevamo anche i mitra. Mica si scherzava! O meglio si scherzava vista l'età e...

Le caramelline da una lira

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C 'era una volta, mezzo secolo fa, lungo la scalinata di Numana chiamata Costarella , il negozio di generi alimentari, sali e tabacchi di Francesco Amorini detto Francé dello spaccio . Da  bambino con Francé ormai vecchio e inabile, il negozio era gestito dai figli Gaetano e Alfredo , entrambi celibi e con caratteristiche particolari. Il primo, più grande, taciturno e  imperscrutabile, era la mente dei due, con un livello di istruzione superiore che gli consentiva addirittura di impartire ripetizioni di matematica. Il secondo mostrava invece un  grande interesse per il mondo esterno, lui che viveva praticamente rinchiuso tra quelle quattro mura ed era solito affacciarsi in quel mondo solo di notte inoltrata, dando adito  a tante dicerie sul suo conto del tutto infondate. Era un timido fondamentalmente e tanto schivo fuori dal negozio, quanto prodigo di domande su quel che accadeva in giro dietro  al bancone. Gaetano  era anche quello che curava perso...

Scialpare le retine

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Una foto emblematica di cosa voglia dire pescare d'inverno e quanto sia dura la vita del pescatore nonostante i moderni mezzi a loro disposizione. Nonno ad esempio, pescava a " tartana " a vela e si può immaginare facilmente (non bisogna essere addetti per capirlo), cosa volesse dire in termini di fatica quel tipo di pesca agli inizi del 1900. Ma la foto testimonia inequivocabilmente la temperatura esterna in soli 3 gradi e scialpare le retine  (ovvero tirarle fuori dal mare per raccogliere il pesce impigliato .. in numanese) in quelle condizioni non è semplice. Un grande pescatore di recente scomparso mi aveva confidato in tutta franchezza che in quei frangenti si faceva la pipì nelle mani per scaldarle meglio che poteva. Non è una barzelletta è la pura verità di un mestiere antico che merita tutto il nostro rispetto e ammirazione. Per la cronaca è il 27 gennaio 2014 ... ai confini con i Giorni della Merla .

Le feste in casa degli anni '60

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Vediamo cosa ha da raccontarci Anna questa volta ... Le " feste in casa " si facevano, all'epoca, in occasione di compleanni, onomastici o anche senza una ricorrenza particolare, tanto per ascoltare musica insieme e per ballare.  Si organizzavano di sabato o di domenica pomeriggio fino all'ora di cena.  Qualcuno metteva a disposizione, nella propria casa, una stanza abbastanza grande per poter ballare, le sedie erano posizionate alle pareti, poi bastava il giradischi e tanti meravigliosi dischi " in vinile ", che i partecipanti portavano e sulle copertine si scrivevano i propri nomi, perchè ciascuno potesse riprenderseli alla fine della festa.  Era preferibile che in casa non ci fossero i familiari, ma siccome, raramente, questo era possibile, si facevano anche con la loro presenza, chiudendo, però, la porta, perchè non entrassero, ma, ogni tanto, la mamma o la nonna di turno, con una scusa qualsiasi, apriva improvvisamente la porta per accertarsi che ...

La casa dolce casa dei miei natali

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  Il primo Natale , da essere vivente, lo passai nel grembo di mia madre. Fu abbastanza movimentato, ricordo. Forse perché sentivo l'odore dei cappelletti in brodo e volevo uscire per assaggiarli. Fatto sta che decisi di restare qualche altro giorno in quel luogo così caldo e sicuro, per affacciarmi in questo mondo così strano, il 30 dicembre alle undici di una notte buia e tempestosa, stando ai racconti dei miei sull'argomento. A dire il vero, quel mondo che mi accolse in fasce non era per niente come oggi ed era composto ancora da gente con un senso di umanità spiccato. Quell'umanità e solidarietà che la faceva accorrere al letto di una partoriente per prestare gli aiuti del caso. Era un via vai dentro quella camera, con nonna a dirigere il traffico delle altre donne indaffarate per la bisogna e con Rina la levatrice che fu la prima in assoluto a prendermi in braccio. La ricordo ancora. Chissà quanti ne avrà premurosamente controllato e osservato nei primi vagiti. T...

Un Natale speciale

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Carissimi amici del 1953, desidero condividere con voi questi versi dello scrittore giapponese  Huruki Murakami " Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti . Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po' come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l'archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l'aria, cambiare l'acqua ai fiori. " che dirvi... io vivo spesso nella biblioteca della mia mente e ve ne sarete accorti, dalle mail che vi scrivo,  amo tuffarmi nel passato…per assaporare quell'aria di tempi lontani,  per ascoltare  l'eco di storie di vite vissute...per sentire quel calore familiare  che oggi non c'è più.....

2° Raduno 1° Equipaggio Sottomarino Livio Piomarta

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Questa è una breve intro tratta dal sito dei Marinai d'Italia ( www.marinaiditalia.com ) Il Sommergibile Piomarta (ex Trigger – SS 564) impostato negli Stati Uniti d’America il 24.2.1949, varato il 14.6.1951, entrò in servizio nell’ U.S. NAVY il 31.3.1952, faceva parte della  classe Tang. Esso può essere catalogato come Sottomarino anziché Sommergibile poiché la sua velocità in immersione superava quella in superficie.  Nel 1973, dopo un periodo trascorso in estremo oriente il Piomarta raggiunse il 5 aprile S.Diego in California dove, il 25 giugno venne imbarcato l’ Equipaggio Italiano per ambientarsi e conoscere  l’Unità subacquea. Il Piomarta (col nominativo Usa: Trigger) venne radiato dal quadro del naviglio militare Statunitense il 2.7.1973, venne quindi consegnato alla Marina Militare Italiana il 10.7.1973  esattamente nella base navale di Bellast Point – San Diego (Usa).  Il Trigger quindi assume il nome di Livio Piomarta in onore del Capitano di Corv...

Quando andavano i costumi ascellari

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Un raro filmato tratto da youtube che mostra i primi turisti osimani e romani sulle nostre spiagge ho anche l'impressione di riconoscere mio nonno ma la qualità della pellicola o del successivo riversamento in digitale non mi consentono di affermarlo con certezza resta la bellezza e la rarità di questo documento

Quando giocavamo sulla spiaggia

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Ne avevamo parlato qui nel post Il fosso di S.Anna quando piove  che non è altro che il proseguimento o sbocco in mare del soprastante Fosso di Fanello . E' un fenomeno piuttosto raro in questi ultimi anni, tuttavia quando piove per parecchio tempo e i campi assorbono molta acqua, questa viene rilasciata nel fosso naturale che arriva fino al mare piuttosto vicino al porticciolo. Dire se era il caso di interrarlo e farlo defluire altrove, visto che sbocca proprio a Numana Bassa , non rientra nelle mie competenze. Non saprei abbastanza circa la fattibilità e comunque a volte non è un bel vedere in qualunque spiaggia d'Italia possa verificarsi. Tuttavia c'è un lato positivo che sta tutto nella sfera dei ricordi, quando da bambino, con un turismo ancora in embrione e specie nei mesi invernali, passavamo gran parte del nostro tempo libero in spiaggia. I tanti bambini dell'epoca erano considerati più o meno alla stregua di appestati che se si azzardavano a giocare a pal...

Eravamo in 3 milioni nel Settembre 1971

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Grazie alla segnalazione della carissima Anna ecco affiorare dai ricordi questo documentario che la RAI girò nel settembre del 1971 dal titolo " Monte Conero - Speciale 3 Milioni ", da un'idea di Pompeo De Angelis e con la regia di Giancarlo Nicotra .  Il programma partiva dal fatto che i giovani in quel periodo in Italia erano tre milioni dai 18 ai 21 anni e si toccavano  temi cari come la libertà, l'amore, il futuro. Il Monte Conero era stata la tappa della seconda puntata che aveva visto  le località di Sant'Agata di Puglia , Campobasso e Gubbio come scenari naturali nei quali intervistare i giovani e alternare  cantanti e gruppi in esibizioni dal vivo. E' sconcertante ricordare le nostre istanze del tempo e constatare come a distanza  di 40 anni e più siano ancora in attesa di risposte. Temi come l'ambiente, la libertà, il futuro sono a tutt'oggi fonte  di inquietudine e di soluzione incerta se non remota. Nel video si riconoscono alcu...

Carnevale alla Costarella

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Ciao a tutti, guardate che sorpresa! Vi allego la foto di una giovanissima "mascherina", seduta sul 20° gradino della Costarella , era il 2 marzo 1954 , martedì grasso.  Essa ci ricorda che allora di "grasso" c'era forse solo il nome, perché spesso si mangiava di... magro, la bimba (di otto mesi) indossava un vestito da " contadinella ", la sottana ..era la tenda della finestrella, che dava sul cortile, la camicetta era della mamma, impreziosita da ombrellini ricamati, l'unica cosa di grande valore era la collana di coralli della bisnonna, infine un fazzolettino in testa, più che altro per coprire quei pochi capelli...  Questa foto, avrete già capito, è quella del mio primo carnevale e fa sorridere se si paragona alle maschere moderne, ma a quei tempi non c'era di meglio...e sono felice di avere ancora questa foto. Nei primi anni 50, a Numana, non si chiamava "crisi o  recessione"... a casa mia i vecchi la chiamavano ...

C'era una volta l'oratorio

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  Leggendo questo manifesto riguardante l'inaugurazione di un fantomatico, nel senso nuovo per il mio lessico personale, acronimo C.A.G. ,  ovvero Centro di Aggregazione Giovanile , mi è corsa subito la mente ai tempi dell' oratorio , unico spazio di coinvolgimento per i ragazzi del tempo. Non c'era l' Assessorato alle politiche giovanili , nome che tra l'altro incute un certo timore e il tutto era affidato al parroco e non solo per i giochi di noi ragazzi, perché tutto ruotava attorno alla parrocchia anche per gran parte dei nostri genitori impegnati in varie associazioni. E' un segno di cambiamento profondo che la nostra società sta ancora attraversando per approdare ad una sponda decisamente laica e molto meno religiosa. La rotta è da tempo tracciata e la metà è ineluttabile vista la carenza di sacerdoti, specialmente giovani, i cosiddetti "cappellani" che passavano il loro tempo con noi ragazzi insegnandoci molte cose, alcune...