La casa dolce casa dei miei natali

casa dolce casa natia 
Il primo Natale, da essere vivente, lo passai nel grembo di mia madre. Fu abbastanza movimentato, ricordo. Forse perché sentivo l'odore dei cappelletti in brodo e volevo uscire per assaggiarli. Fatto sta che decisi di restare qualche altro giorno in quel luogo così caldo e sicuro, per affacciarmi in questo mondo così strano, il 30 dicembre alle undici di una notte buia e tempestosa, stando ai racconti dei miei sull'argomento. A dire il vero, quel mondo che mi accolse in fasce non era per niente come oggi ed era composto ancora da gente con un senso di umanità spiccato. Quell'umanità e solidarietà che la faceva accorrere al letto di una partoriente per prestare gli aiuti del caso. Era un via vai dentro quella camera, con nonna a dirigere il traffico delle altre donne indaffarate per la bisogna e con Rina la levatrice che fu la prima in assoluto a prendermi in braccio. La ricordo ancora. Chissà quanti ne avrà premurosamente controllato e osservato nei primi vagiti. Tutti quelli del paese e per altri anni a venire, fin quando prevalse la regola di partorire in luoghi più idonei. Cara Rina, ti ricordo ancora, con quel fisico prosperoso e materno sempre racchiuso in un camice bianco estremamente professionale. E ricordo la tua soddisfazione quando mi pesasti e venne fuori un quattro chili e cinquanta grammi di gran lunga tra le migliori performance registrate alla bilancia in quel fantastico 1953. Cosa che mamma mi ricordava sempre come causa di un parto doloroso e che la vide invocare le altre donne di gettarla in mare dalla finestra. Infatti il mare era proprio lì sotto e ruggiva come si conviene a un mare invernale e il suo odore fu la prima cosa che respirai e mi avvinghiò al punto che in mia vita non potei mai allontanarmi da lui. Nacqui sotta le bòtte del mare come si usa dire da noi. E' per quello.

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Vissi e crebbi giocando su queste scale. Si vede da come scrivo che conosco bene il passato remoto, e del resto 60 anni di per sé sono un passato e anche piuttosto remoto. Ma almeno per quegli anni, ancora vivo nella mia mente e soprattutto nel mio cuore, che per quei ricordi è ancora quello di un bambino. Di quel bambino che da grande ha avuto la fortuna di rivisitare quei luoghi e ritornare a quei momenti gioiosi di quel periodo magico nella vita di tutti noi.
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C'è ancora una baracca che all'epoca, senz'altro più grande e diversa, ospitava la famiglia di una cugina di mio padre. Lui un fabbro di rara maestria e suo figlio, furono i miei primi contatti col mondo esterno dei grandi. Ricordo ancora la forgia e i ferri che vi si arroventavano per essere poi battuti e andare a ornare cancelli e ringhiere per tutto il paese dove, in alcune case, fanno ancora bella mostra di sé. E come dimenticare le rane fritte che mangiavo da loro, un cibo strano per un bambino ma di una bontà eccezionale e che ho provato solo nell'infanzia serbandone un ricordo indelebile. 
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Varcando la soglia con un'emozione indescrivibile, ho potuto notare che tutto è rimasto come allora, eccezion fatta per il mobilio anche se quel che vedremo poi è senz'altro datato e riconducibile a quel periodo. Dalla porta un corridoio stretto ai cui lati si aprono due stanze per parte e in fondo una piccola che funge da sgabuzzo.
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Il pavimento è lo stesso di allora e anche la camera dei miei dovrebbe essere situata nella medesima posizione di allora, ovvero stando ai ricordi, sul lato mare che oggi guarda il porticciolo turistico.
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Sono andato lungo, ma non capita tutti i giorni di compiere 60 anni e di poterlo fare con i ricordi tangibili dei luoghi che ne furono teatro la prima volta. Ed è con questo spirito e gioia che desidero condividerli con voi lettori, augurandovi un buonissimo nuovo anno e tanta serenità, come quella che porta alla famiglia ogni nuova nascita.
dulcis in fundo
il jingle che Google mi ha dedicato in questo giorno
una gradita sorpresa nell'aprire la pagina di ricerca
di questa diffusissima piattaforma
jingle di Google

Commenti

  1. da oggi finalmente ho diritto alla tessera sconti il martedì da Auchan e anche a quella per i viaggi in treno .. il mondo improvvisamente mi appare diverso ;-)

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  2. Che bello avermi permesso di vedere le foto di quella casa che ti ha visto venire alla luce...
    anche se nei miei ricordi c'è la tua casa della Costarella.
    Il rumore del frangersi delle onde del "nostro mare" è veramente stato per te, quella notte, una dolce ninna nanna...Buon Compleanno!

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  3. Ciao, penso che tornero dopo a gustarmi le tue Foto e i tuoi bei ricordi che ci trasmetti con le tue parole. Si tornerò a gustarmi questo Post. Per ora ti lascio i miei sentiti Auguri, per un Lieto fine ed un felicissimi inizio anno 2014. Ciao

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  4. è sempre bello leggere le tue memorie zio ... ;)

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  5. grazie a voi della visita e degli auguri graditissimi ;-))

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  6. Dodo mi hai commosso e lo dico sul serio
    tanti ma tanti auguri e un grande abbraccio

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    1. grazie caro, ricordi che credo siano comuni a tutti noi nati in quel periodo ;-))

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