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Scialpare le retine

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Una foto emblematica di cosa voglia dire pescare d'inverno e quanto sia dura la vita del pescatore nonostante i moderni mezzi a loro disposizione. Nonno ad esempio, pescava a " tartana " a vela e si può immaginare facilmente (non bisogna essere addetti per capirlo), cosa volesse dire in termini di fatica quel tipo di pesca agli inizi del 1900. Ma la foto testimonia inequivocabilmente la temperatura esterna in soli 3 gradi e scialpare le retine  (ovvero tirarle fuori dal mare per raccogliere il pesce impigliato .. in numanese) in quelle condizioni non è semplice. Un grande pescatore di recente scomparso mi aveva confidato in tutta franchezza che in quei frangenti si faceva la pipì nelle mani per scaldarle meglio che poteva. Non è una barzelletta è la pura verità di un mestiere antico che merita tutto il nostro rispetto e ammirazione. Per la cronaca è il 27 gennaio 2014 ... ai confini con i Giorni della Merla .

Giùvenir

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Oltre ai sùvenir (souvenir), siccome non ci facciamo mancare niente, abbiamo anche i giùvenir anche se assai meno graditi come ricordini .. ma tant'é. Ne abbiamo parlato nel post sull'annosa questione della Rupe Sermosi  ed è pieno dibattito sui social più diffusi circa la maniera più opportuna per porre fine al fenomeno che ad ogni pioggia, un tantino più sostenuta, vede staccarsi dalla suddetta " tocchi de malta " come quelli fotografati stamattina. Senza tener conto che già in settimana ne sono stati "ripuliti" diversi altri dagli operai del comune. Ho giocato volutamente con preposizioni " su " e avverbi " giù " anteposti al verbo " venir " ma il concetto credo sia chiaro a tutti. Quel venir meno alla messa in sicurezza di quel tratto strategico di lungomare e senza addossare colpe alla presente amministrazione giacché il problema risale ad almeno una cinquantina d'anni a mia personale memoria. Ecco perché definis...

Forte come una quercia

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I detti popolari, quando si dice " forte come una quercia " uno non va a pensare mai di trovarsela in spiaggia, buttata dal mare come un qualsiasi rametto o fuscello. Ma è così e anche a questi possenti alberi della famiglia delle Fagacee , che una volta spiaggiate, diventano fugacee , tocca in sorte la morte, la fine come a chiunque su questa Terra. Lo dice anche uno dei tanti dizionari trovati online, che aggiunge possa resistere a tutte le intemperie.  Infatti ... eccola qua, muta testimonianza che tutto finisce e detto tra noi, finire in spiaggia, vicino al mare sarebbe gran cosa anche per me che lo amo tantissimo. E invece mi toccherà aspettare la Resurrezione nel classico e angusto loculo in cemento e magari, perché no, in una cassa fatta del medesimo materiale. Ma sarebbe spendere troppo .. meglio cambiare discorso che alla gente non piace parlare di queste cose. Ma ecco che dopo pochi giorni, una motosega pietosa, ha raccolto quanto più possibi...

Le feste in casa degli anni '60

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Vediamo cosa ha da raccontarci Anna questa volta ... Le " feste in casa " si facevano, all'epoca, in occasione di compleanni, onomastici o anche senza una ricorrenza particolare, tanto per ascoltare musica insieme e per ballare.  Si organizzavano di sabato o di domenica pomeriggio fino all'ora di cena.  Qualcuno metteva a disposizione, nella propria casa, una stanza abbastanza grande per poter ballare, le sedie erano posizionate alle pareti, poi bastava il giradischi e tanti meravigliosi dischi " in vinile ", che i partecipanti portavano e sulle copertine si scrivevano i propri nomi, perchè ciascuno potesse riprenderseli alla fine della festa.  Era preferibile che in casa non ci fossero i familiari, ma siccome, raramente, questo era possibile, si facevano anche con la loro presenza, chiudendo, però, la porta, perchè non entrassero, ma, ogni tanto, la mamma o la nonna di turno, con una scusa qualsiasi, apriva improvvisamente la porta per accertarsi che ...

Hugs - Abbracci

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un abbraccio forte a tutti per iniziare al meglio il nuovo anno è in legno, quindi roba buona e duratura perché valga il detto " chì da nò la plastiga non usa "

La casa dolce casa dei miei natali

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  Il primo Natale , da essere vivente, lo passai nel grembo di mia madre. Fu abbastanza movimentato, ricordo. Forse perché sentivo l'odore dei cappelletti in brodo e volevo uscire per assaggiarli. Fatto sta che decisi di restare qualche altro giorno in quel luogo così caldo e sicuro, per affacciarmi in questo mondo così strano, il 30 dicembre alle undici di una notte buia e tempestosa, stando ai racconti dei miei sull'argomento. A dire il vero, quel mondo che mi accolse in fasce non era per niente come oggi ed era composto ancora da gente con un senso di umanità spiccato. Quell'umanità e solidarietà che la faceva accorrere al letto di una partoriente per prestare gli aiuti del caso. Era un via vai dentro quella camera, con nonna a dirigere il traffico delle altre donne indaffarate per la bisogna e con Rina la levatrice che fu la prima in assoluto a prendermi in braccio. La ricordo ancora. Chissà quanti ne avrà premurosamente controllato e osservato nei primi vagiti. T...

Natale 2013 di speranza

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L'immutata magia del Natale si respira ogni anno negli addobbi del sontuoso albero posto al centro della piazza e nelle luci scintillanti che ornano le vie. E il messaggio che porta con sé è sempre quello di pace e amore che quel Bambino speciale ha rivelato all'umanità. Con lui per la prima volta si affaccia nella Storia il concetto di pietà e misericordia, di perdono e di fratellanza che nei secoli, abbiamo colpevolmente disatteso. Ma con esso anche la speranza, che con la fede e la carità, è pilastro nelle Virtù Teologali , di una netta e definitiva inversione di rotta verso il bene comune e l'amore universale che la sua Venuta significa. venite quindi e adoriamo varchiamo quella porta e lasciamoci pervadere dalla pace e dalla estrema serenità di questa Santa notte e nessuno si senta escluso specie i non credenti spesso migliori nel loro operare di quanti si professano, ma solo a parole, cristiani     ed è in q...